
Christian Bisceglia
Un messinese pluripremiato
Un altro messinese si sta affermando a livello nazionale e internazionale. Si tratta del regista Christian Bisceglia, in realtà nato a Paderno Dugnano (MI), ma dopo pochi giorni trasferitosi a Messina dove ha vissuto per 24 anni. Ora vive e lavora a Roma, ma la sua messinesità non lo abbandona, come non lo abbandona mai il piacere di tornare nella città dello stretto. Regista di videoclip, corti e film riesce ad affermarsi in ciascun settore vincendo numerosi premi: per il videoclip Veramente di Mario Venuti ha ricevuto, nel 2003, il premio miglior regia al M.E.I. Meeting Etichette Indipendenti di Faenza, per il corto Il regalo di compleanno premiato con Menzione Speciale della Giuria Internazionale di Taormina Film festival BNL 2004, Finalista ai Nastri d’Argento 2004 nella categoria Miglior Cortometraggio e Primo Premio Eolie in Corto nel 2005 e con l'ultimo film, L'agente matrimoniale, che sarà nelle sale cinematografiche nel marzo 2007, ha partecipato, dal 26 settembre al 3 ottobre scorso, al festival di Annecy in Francia.
Quando nasce la sua passione per la regia?
Ero iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, dove mi sono laureato in legge, quando ho cominciato a lavorare con Ninni Bruschetta e Francesco Calogero. Il mio primo lavoro è stata la video installazione della Via Crucis, che è andata molto bene sia a Messina che in altre città italiane. Questo mi ha dato la spinta e la convinzione che potesse diventare un lavoro.
Il suo film, L'agente matrimoniale, è autobiografico? Un siciliano che lavora al nord ma torna in Sicilia…
In realtà è la storia di una mia amica, Giusy (ma nel film è un uomo). Era una manager e in seguito alla crisi dei tecnologici ha perso il lavoro e, per assurdo, quando si è troppo qualificati è ancora più difficile trovarne un altro. Quindi è stata costretta a tornare al sud, con ciò che questo comporta: è impietoso tornare indietro dopo una sconfitta. Il film è la storia di uno sconfitto che torna al sud, ma per ritornare vincitore. È una commedia dell'arte, con i personaggi tipici: l'onesto, il furbo, l'innamorato. Ho ripreso un classico ed è ciò che piace agli stranieri.
Perché ha girato il film a Catania e non a Messina?
Era pensato per Messina, ma si è rivelata una città logisticamente improponibile. Non ha aeroporto, non ha un'ottima ricezione alberghiera e nel periodo delle riprese non aveva sindaco, quindi nessuno a cui potersi rivolgere. Messina è ancora indietro sotto questo punto di vista.
Dopo aver vinto già numerosi premi, andrà anche in Belgio e negli Stati Uniti…
Questo fa parte del mestiere, ma non mi esalto particolarmente. Vincere un oscar o partecipare al festival di Venezia è diverso. I problemi sono la distribuzione del film, l'affermazione nel mercato e la ricezione del pubblico. Senza questi elementi può essere anche un buon lavoro, ma se non è apprezzato non avrà successo. Prossimamente andrò a Marsiglia, dove esiste una numerosa comunità italiana che ha chiesto la proiezione del film e tengo molto che riceva consensi in Francia. Poi al festival di Villerupt, in Belgio, e ancora a Bruxelles e Mons. Infine anche a Washington.
Il suo rapporto con Messina?
È la mia città e quando posso torno volentieri. Sono stato quest'estate e spero di tornarci a dicembre. Io sono messinese… e sono stato a Siena per vedere la partita del Messina.
Davide Billa