
Il regista Giovanni Boncoddo
In onore di Mozart
I Cantieri dell’Università celebrano il 250° anniversario della nascita di Mozart, con il personaggio che meglio incarna la sua geniale essenza musicale: il Don Giovanni, con un festival intitolato Don Giovanni e i suoi fratelli.
La rassegna si svolgerà dal 14 al 24 settembre presso il cortile del rettorato dell’Ateneo messinese e presenterà un’ampia e variegata proposta artistica. Eventi teatrali, cinematografici, musicali e, per la prima volta, di danza, coinvolgeranno, oltre a Giovanni Boncoddo, Dario Tomasello (consulente alla direzione artistica) e il prof Cosimo Cucinotta (delegato del Rettore) alcuni dei maggiori esponenti del panorama culturale messinese, come Giampiero Cicciò, Rita Colosi, Nicola Calì e Franco Attardi: «l’obiettivo primario – ci spiega Boncoddo – è quello di riunire tutte le forze artistiche di Messina e per far capire, fra l’altro, che questa è una città ricca di talenti. È un appuntamento importante che serve anche a tastare il polso alla situazione artistica della città».
Qual è il messaggio principale che questi spettacoli regaleranno alla gente?
Speranza e consapevolezza, ma anche di grande riflessione storica: si stanno confondendo gli animi, c’è la guerra e il Don Giovanni è un personaggio che, a suo modo, può cavalcarla, cercando di sopravanzare la pesantezza di questi tempi. Siamo in un momento di grossa confusione e il Don Giovanni funge da specchio, è un pericolo perché dice sempre la verità e mette la gente davanti alla propria coscienza e alle proprie miserie. È un personaggio che si muove negli inferi, nella parte più torbida dell’animo umano ma che alla fine riesce a tirare fuori il meglio, per se e per gli altri.
In te, invece, cosa resterà?
In me rimarrà un grande vuoto perché mi rendo conto della profonda solitudine che vive un personaggio come il Don Giovanni, ma anche la gioia e il piacere di potermi rimettere in viaggio accanto ai miei amici di sempre e a compagni nuovi.
Antonio Billè