
Elena Nicosia
Una messinese a La Sapienza racconta il no al Papa
“Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto”, queste parole dell’allora cardinale Ratzinger, risalenti al marzo 1990, hanno scatenato nei giorni scorsi le proteste di una parte del mondo universitario romano contro la annunciata visita del Papa Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università La Sapienza di Roma del 17 gennaio. Proteste che hanno impedito al pontefice di recarsi nell’ateneo romano e tenere il suo discorso. Pareri opposti anche tra gli studenti: chi era contrario alla visita e chi favorevole. Tra questi anche messinesi che studiano a Roma, come Elena Nicosia, 23 anni, iscritta al biennio specialistico in Traduzione letteraria e tecnico-scientifica all’Università La Sapienza, dopo la laurea conseguita nel 2006 in Traduttori e Interpreti della facoltà di Lettere e Filosofia di Messina. Abbiamo parlato con lei dei “caldi” giorni capitolini.
Cosa è successo all’Università La Sapienza? E qual è la situazione ora?
Diciamo pure cosa non è successo! Ho seguito da vicino tutta la situazione perché faccio parte degli scout universitari che si riuniscono nell’incriminata Cappella, guidati da Padre Vincenzo, coordinatore di tutte le attività. C’erano molte aspettative e altrettanti timori perché gli studenti della facoltà di Fisica volevano organizzare un contro-evento.
Certo c’è un pò di amarezza, perché il Papa non è venuto e neanche il vescovo, che non è riuscito a entrare nella città universitaria per motivi di sicurezza. La situazione adesso è ritornata alla normalità. Invece ieri all’università… si entrava solo col nome in lista. C’erano quasi tutte le forze dell’ordine - polizia, carabinieri, guardia di finanza – che lasciavano passare solo chi aveva il tesserino dell’Università La Sapienza (e non di altre). Era tutto blindato e solo verso le 13, alla fine della cerimonia, hanno rimosso transenne e blocchi.
È stato giusto impedire al Papa di andare all’Università? Favorevole o contraria?
Secondo me gli studenti di Fisica non hanno fatto una bella figura. Il Pontefice era stato invitato dal Rettore, quindi avrebbero dovuto reclamare contro di lui (come hanno fatto in un secondo momento, quando hanno capito l’errore commesso). La visita papale non avrebbe fatto diventare l’Università cattolica, rimane sempre un’istituzione laica.
Io ero favorevole alla presenza del Papa… certo, a volte non condivido il suo pensiero, ma poteva essere una buona occasione per avvicinarsi a noi giovani..
Hai conosciuto ambiente e studenti universitari di Messina e di Roma. Secondo te gli studenti romani sono più attivi nella vita universitaria rispetto ai messinesi?
Non si possono fare paragoni. Sono decisamente molto più propositivi dei messinesi, anche se non è sempre un bene. Ci sono i pro e i contro. Sono informati su quello che succede in Italia e nel mondo, ma spesso esagerano con le manifestazioni…ogni scusa è buona per manifestare!
Davide Billa