Andrea Romano, preside della facoltà di Scienze Politiche

 

Università innovativa, ricerche e molto altro nell’attività di Orazio Buccisano. Ecco come lo ricorda Andrea Romano.

Un uomo capace di guardare oltre .... (video)

«Orazio Buccisano era un giurista di eccelso livello e un grande preside, ma soprattutto era un persona di grande umanità». Così Andrea Romano, preside della facoltà di Scienze Politiche, ricorda il suo illustre predecessore.

Che ruolo potrebbe avere, lui che è passato dalla riforma sessantottina, nell’università di adesso?

Penso che con la sua pazienza nel costruire e nel tessere un reticolo attorno al quale nidificare le scelte, potrebbe fare qualunque cosa. Lui condivideva gli obiettivi della 382 (la riforma del 1980) e pensava un’università organizzata in dipartimenti e centri di ricerca dove stavano insieme persone che studiavano temi diversi così da formare, sul serio, la figura del ricercatore. Nel 1968 la facoltà di Scienze Politiche fu divisa in cinque corsi di laurea con un biennio comune e un biennio di specializzazione, con insegnamenti caratterizzanti nei vari indirizzi con l’apporto di storici, economisti, giuristi e politologi. Per Orazio creare una struttura di questo tipo, opera particolarmente difficile da realizzare, fu un importante momento d’orgoglio.

Un ricordo che lei si porta dietro del professor Buccisano…

Nell’ultimo anno della sua vita fu candidato al rettorato e condusse questa battaglia con amarezza e disillusione. Eravamo nella sala del Senato accademico e mi disse che per via di una contrapposizione non sarebbe diventato rettore: “Io non faccio la guerra alla persone, io lavoro per l’università”. Così andò dal Rettore e si dichiarò pronto a lavorare per lui. Era l’uomo delle istituzioni che si mette al servizio dell’università, ma che allo stesso tempo afferma le proprie posizioni senza giungere a compromessi e senza cedimenti.

 

Antonio Billè

billgol@libero.it

 

 


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