
Il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia, prof. Emanuele Scribano
La facoltà di Medicina sempre più...internazionale
«La concretizzazione di questo progetto coincide con quanto da tempo è nell’animo della nostra facoltà di Medicina, cioè di partecipare a processi di internazionalizzazione, soprattutto nell’area del Mediterraneo: tre anni fa, mi sono recato a Rabat proprio in questa ottica». Emanuele Scribano, preside della facoltà di Medicina presso l’Università di Messina, commenta con queste parole il progetto "Education Curricula Project in Rehabilitation" (ECPIR).
Ci parli della sua esperienza a Rabat. Perché la ritiene importante?
«Presso l’Università di Rabat, ho conosciuto una facoltà moderna, con una buona tecnologia. Ci sono tutte le condizioni affinché si possano attuare scambi culturali che coinvolgano gli studenti, soprattutto coloro i quali vogliono conoscere meglio, tra l’altro, anche il mondo arabo. C’è sempre, in questo spirito, l’intendimento e la voglia di creare momenti di pace. Quindi, quale migliore opportunità dello scambio culturale e di idee tra i giovani? Proprio i giovani sono l’elemento chiave per affrontare, un domani, queste problematiche che noi, in questo momento, non siamo in grado di risolvere».
Quali altre iniziative coinvolgono la facoltà di Medicina?
«Ne abbiamo diverse. Lunedì 18 settembre andiamo in Etiopia con una delegazione della facoltà, sempre per forme di collaborazione in ambito di formazione. Abbiamo anche una collaborazione con l’Università di Richmond e con quella di Cordoba: in questo progetto, abbiamo già registrato molti consensi, con una lista d’attesa per chi vuol partecipare agli scambi culturali».
Sergio Busà