
Il rettore Francesco Tomasello
L'Università appartiene agli studenti
La conferenza stampa con cui sono stati presentati i nuovi corsi di laurea è stata un’occasione per fare il punto sulla situazione del nostro Ateneo, tra obiettivi e nuove prospettive. Ne abbiamo parlato con il Rettore, prof. Francesco Tomasello.
Dopo l’apertura dei nuovi corsi di laurea, che tipo di risposta si aspetta da parte degli studenti?
Intanto mi aspetto che percepiscano di essere i veri protagonisti del nostro Ateneo, non solo nelle attività propriamente formative e curriculari, ma anche in tutte le altre attività universitarie. L’obiettivo è sviluppare modelli di socialità tra studenti di facoltà diverse, per confrontare le conoscenze acquisite e immaginare nuove contaminazioni culturali, che sono alla base dell’innovazione nel mondo professionale e della ricerca. Vogliamo dare alla centralità della studente un’applicazione sul campo.
Sono previste delle convenzioni che aprano la strada verso il mondo del lavoro?
Certamente la presenza di questi nuovi corsi porterà alla necessità di creare nuovi rapporti. Ne faccio un esempio. Il corso di laurea in Mediazione socio culturale per l’integrazione multietnica, potrebbe creare dei posti presso il Ministero degli Interni, oppure presso il Ministero delle Politiche Sociali e con molte altre istituzioni. È un passo obbligato: se formiamo degli esperti che conoscono i problemi dell’incontro multietnico e multireligioso, queste poi possono diventare preziose in uno scenario dove la presenza di etnie e culture diverse nel nostro territorio nazionale è ormai l’attualità.
Cosa avete in cantiere per l’anno prossimo?
Non posso fare anticipazioni, però è chiaro che ci sarà una razionalizzazione dell’offerta formativa. Vogliamo puntare a ridurre i corsi di laurea, migliorandoli e assegnando ad essi grande valenza; soprattutto abbiamo intenzione di monitorare l’attività didattica. Mi auguro che lo studente abbia fiducia nel corpo docente e lo senta vicino, non solo agli esami, ma in tutte le attività formative dell’Università.
Infine, un appello agli studenti.
Vorrei che gli studenti, ripeto, percepissero lo sforzo che stiamo facendo, e si sentissero non soggetti passivi, ma attori dell’Università. In questi giorni sto rispondendo ai singoli studenti che mi hanno contattato tramite e-mail, per espormi consigli e proposte, che sono state e saranno sempre ascoltate. Questo perché l’Università di Messina appartiene soprattutto a loro.
Sergio Busà