I Truvatura
Maliritta la guerra e cu la voli! La voce è quella di Margherita Smedile, guest-star della tournée dei Truvatura dal titolo “Durlindana – Sensazioni dal Mediterraneo” in scena venerdì 25 agosto nell’ambito del cartellone EstArte al Monte di Pietà. Un viaggio dall’oriente all’occidente, dai vecchi ai nuovi incontri (?) scontri di civiltà.
La Durlindana è la mitica spada di Orlando, prode difensore del regno di Carlo Magno, vittima degli attacchi dei Saraceni. Sono, dunque, almeno inizialmente, le antiche lotte tra cristiani e musulmani a fare da leit motiv alla serata: c’è, appunto, l’epica pazzia dell’Orlando (ovviamente introdotta dai versi dell’Ariosto) legata a doppio filo allo stress dei giorni nostri; c’è quell’arrampicatore sociale e figlio di ‘ntrocchia di Gano di Magonza; c’è l’amore fra la cristiana Bradamonte e il saraceno Ruggero. E la musica dei Truvatura (che oggi verrebbe presentata come ethno-music) ben si staglia in questo contesto: partendo dalla tradizioni dei Pupi siciliani, la voce di Enzo Caruso canta degli eroi e dei cavalieri, dell’onore e della fedeltà, elementi sostanziali delle nostre genti. Oggi come allora.
C’è l’onore di chi gli basta solo mezza parola per non ragionare più e attacca sciarrah; ma anche il semplice ragazzo a cui ci piaci u tajuni, picchì io ma scialu cu tajuni. Ci sono le bonarie invidie nei confronti di chi ha la casa, i soldi o le proprietà, con, però, l’assurda pretesa (a facci) di parlare. Ci sono gli indecisi (o furbi?) sul matrimonio, perché chi si marita si scanta d’un corno, chi ammazza un porco sta contento un anno.
Tanta ironia, dunque, ma anche gli strazianti versi di Ciuri di ciari (splendido il flauto di Gino Biondo) che ricordano il viaggio e le discriminazioni subite dai nostri primi emigranti, partiti con l’unico sogno di poter tornare, un giorno, come degli eroi. Anche solo per non dire: campai pi na spiranza e invece moru.
Antonio Billè